
"Alois Nebel" su Radio Onda Rossa – Riascolta l’intervista!
Radio Onda Rossa: Oggi abbiamo il piacere di ospitare Alessio Trabacchini per parlare di "Alois Nebel", un graphic novel complesso, strutturato e affascinante, scritto da Jaroslav Rudis e illustrato da Jaromir 99. Ma chi è Alois Nebel?
Alessio Trabacchini: Alois è un ferroviere, precisamente un addetto agli scambi di una piccola stazione nel nord della Cecoslovacchia (oggi Repubblica Ceca), al confine con la Polonia, in Moravia. Conosce a memoria gli orari dei treni ed è una persona tranquilla, figlio a sua volta di un ferroviere. Ma ci sono momenti in cui tutto si annebbia intorno a lui. Questa nebbia, reale nei paesaggi freddi e montuosi della regione, porta con sé il passato: eventi e figure legate alla storia di quella terra, i Sudeti.
I Sudeti sono una regione abitata da tedeschi e teatro del primo atto aggressivo dei nazisti nella Seconda guerra mondiale. Su questi eventi sappiamo poco, se non della Conferenza di Monaco del 1938, e probabilmente molti non sanno dove si trovano i Sudeti. "Alois Nebel" ci porta proprio in questa zona, nel cuore dell’Europa, ricca di storia, ma anche segnata da violenza e morte. Tuttavia, sono anche luoghi di straordinaria bellezza e fascino.
Ed è lì, nella nebbia, che Alois vede un treno da cui scendono nazisti e frammenti del passato che hanno segnato quei luoghi. L'occupazione tedesca ha portato persecuzioni contro la popolazione ceca, mentre nel dopoguerra furono i tedeschi a subire deportazioni e violenze, indipendentemente dalla loro adesione al nazismo. Questa storia di persecuzioni incrociate è un po’ la Storia nera di tutta l’Europa, che quel luogo incarna in maniera più terribile e compiuta.
Gli autori costruiscono un noir articolato in tre capitoli, con un misterioso personaggio polacco che non parla e che potrebbe essere un assassino. Alois, nella sua semplicità, ricorda un po’ i personaggi di Bohumil Hrabal e riesce ad abbracciare la Storia, non solo del suo villaggio ma anche di Praga, dove si svolge la seconda parte della vicenda, più esattamente nella stazione centrale. Questo fumetto è un modo per avvicinarsi a una realtà poco nota eppure vicina a noi. Spesso conosciamo meglio la storia di paesi lontani come Giappone o Stati Uniti, ma ignoriamo quella dell’Europa centrale e orientale, che fa parte della nostra memoria collettiva.
Radio Onda Rossa: È vero, e quella drammaticità di cui parli viene resa dal tratto grafico espressionista: un bianco accecante e un nero profondo, con un gioco chiaroscurale forte che rende il tutto molto teso e cupo.
A.T.: Sì, il fumetto è costruito con neri profondissimi e tagli di luce bianchi abbaglianti. A volte il giorno e la notte sembrano invertirsi, creando un effetto visivo potente. Ma dentro questa tensione grafica troviamo anche momenti di ironia, quell'umorismo strano ma umanissimo e tipicamente ceco che ricorda lo stile di Bohumil Hrabal (citato nel fumetto).
Sono pochissimi i fumetti cechi tradotti in italiano. "Alois Nebel" è stato pubblicato da una nuova piccola casa editrice, Modern Times, da cui, credo, potremo aspettarci altre proposte interessanti per scoprire nuovi orizzonti dell'immaginario europeo. Aggiungo che l'edizione italiana include delle note per aiutare il lettore occidentale a comprendere alcuni riferimenti culturali cechi.
Radio Onda Rossa: Il libro ha anche una forte dimensione onirica, con scene ambientate in una clinica psichiatrica e sovrapposizioni tra le allucinazioni di Alois Nebel e la realtà.
A.T.: Assolutamente sì. Alois ha delle visioni, ma le cose che vede sono vere: non sono lì nel presente, ma appartengono a un altro momento storico. La memoria di ciò che è stato rimane viva. In questa storia, i vivi e i morti coesistono. Alois non distingue sempre il reale dal ricordo, e la nebbia che lo avvolge diventa un simbolo della memoria stessa. Il suo nome, "Nebel", significa nebbia in tedesco, il che aggiunge un ulteriore livello di lettura. La storia attraversa diverse epoche, dal periodo immediatamente precedente alla caduta del regime comunista fino alla Seconda guerra mondiale e al dopoguerra.
Un altro aspetto interessante è la connessione con la musica: gli autori sono anche musicisti e hanno una band post-punk chiamata Priessnitz. Una loro canzone, "Nacht und Nebel" (Notte e Nebbia), fa riferimento proprio ai temi del libro ed è citata verso la fine del volume.
Radio Onda Rossa: Ricordiamo che da "Alois Nebel" è stato tratto anche un lungometraggio animato, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Grazie, Alessio, per i consigli di lettura!
A.T.: Grazie a voi!